Trasferimento
Il blgo… a tema letterario…
si trasferisce qui (piattaforma forse più idonea)
Il blgo… a tema letterario…
si trasferisce qui (piattaforma forse più idonea)
Visto che non ho le energie mentali per CONTINUARE a scrivere quello che dovrei scrivere questo è il primo post sul tema che prenderà da ora in avanti questo blog.
Scrivere per scrivere, tanto vale scrivere. E allora scriviamo di scrittura.
Come un cane che si morde la coda via.
Il processo creativo
Il procesos creativo che porta alla realizzazione di un romanzo (è quello a cui punto) è dannatamente semplice.
Hai un’idea, pensi ad un’ambientazione, concepisci il finale… e la creazione finisce li. Delusi? Io no.
Io funziono così.
lo svolgimento del tutto?
Bè, questo è tutto un altro paio di maniche.
Maniche luuunghe e scomode che starebbe meglio a mo di sciarpa, ma tant’è. Uno si deve accontentare di quello che ha suppongo.
Come “svolgere” il tutto?
Tendenzialmente i metodo su due.
Il primo prevedere di iniziare a scrivere e di seguire poi l’ispirazione.
Il secondo invece è quelllo della scaletta.
Partiamo da quest’ultimo
La scaletta è un sunto super veloce di quello che dovrebbe accadere all’interno del raccondo.
Può bastare (per non tarpare troppo le ali alla creatività) anche solo l’elenco dei capitoli per intenderci. (una scaletta così ce l’ho, ma è per un’altra cosa)
Se uno vuole strafare magari tracciare anche un piccolo profilo dei personaggi può aiutare a rimanere sul pezzo, per non uscire fuori tema, per non fargli fare cose che potrebbero “stonare”.
Questo è (o dovrebbe) essere il metodo pià “corretto e professionale”.
Definisce gli obiettivi prima di iniziare il lavoraccio vero e proprio e dovrebbe anche ridurre (e di molto) i tempi della scrittura.
Una volta che uno sa cosa deve far succedere, be, che resta .. il come… e quello be… quello è una altro paio di maniche ( e siamo a due, tenete il conto mi raccomando)
Il primo metodo (quello che sto utilizzando ora) è un attimino più complicato, ma (personalmente) molto più soddisfacente.
Completa libertà. Uno può aggiungere capitoli e personaggi a non finire (ed in KIB ce n’è uno nuovo, o quasi, ad ogni capitolo), e non si hanno virtualmente limiti.
Unico problema?
Be, c’è il rischio di trovarsi sul groppone un tomo da mille pagine e poi uno si chiede.. ma dov’è che ho perso il filo?
Dov’è che ho sbracato?
Non è il caso attuale, non siamo a quei livelli, e non sono così prolifico (dannata mancanza di tempo) ma il rischio c’è. Eccome.
Cosa credo sia assolutamente necessario avere, per questo secondo metodo?
Un finale.
Quello non potete non averlo.
Tutto quello che scrivete deve portare li.
INESORABILMENTE
Capitolo più, capitolo meno, è li che bisogna parare. Ed in qualche modo… BISOGNA arrivarci.
Certo, questo è il terzo paio di maniche….
Ho idea che uno scrittore, durante il processo creativo, debba essere un po come una divinità indù con almeno 6 braccia…. utile per pulire i vetri durante le pulizie di primavera insomma.
E poi serve tempo.
Quando leggi le biografie dei GRANDI scopri che tutti ( o quasi) scrivevano DI REGOLA almeno 4 barra 6 ore al giorno , certi pure di più.
La legge dei grandi numeri suppone che prima o poi qualcosa di decente DEBBA per forza venir fuori (dai mille macchine da scrivere a mille scimmie ecc…) però… io che tutto questo tempo proprio non lo posso trovare (e quando ce l’ho… bè… magari non c’ho pure voglia!) che faccio?
Io penso.
Nei momenti in cui posso farlo PENSO.
E cerco di ricordare.
KIB 75% carta (circa)
10% seconda stesura (ma forse anche un poco meno)
FINALE: c’è (in testa però…. spero solo di non dimenticarmelo)
… o COONTINUARE a scrivere?
Ho capito che non devo fermarmi
Ora ho una scadenza….un progetto da terminare…
Degli OBIETTIVI?!
Io non reagisco bene alle cose imposte, nemmeno se ad impormele sono io stesso… e se si tratta di tempi da rispettare.. .mi vien l’ansia… e tendo a bloccarmi…
Ma qui si tratta di una cosa che (almeno in teoria, almeno finchè non diventa un lavoro) dovrebbe piacermi fare…..
Ma! E se diventasse un lavoro?
Un lavoro per sul serio!
Una cosa VERA
la cosa mi eccita alquanto, ma mi spaventa a morte…
Saprò gestirla?
Sarò all’altezza?
Mi tremano le gambe…. e le ginocchia fanno giacomo-Giacomo….
(continua)
http://www.arredareecostruire.com/un-progetto-per-te/I lavori che nel linguaggio comune si definiscono “di ristrutturazione”, ma che più esattamente andrebbero detti “di recupero” sono ripartiti dalla legge 457/1978 (art. 31), in 5 diverse categorie, riprodotte ora nel Testo unico dell’Edilizia, e cioè:
1) manutenzione ordinaria;
2) manutenzione straordinaria;
3) restauro e risanamento conservativo;
4) ristrutturazione edilizia;
5) ristrutturazione urbanistica.
Capire in quale categoria rientrano le opere ha importanza da quattro punti di vista. Bisogna infatti sapere:
1) qual è l’Iva che bisogna pagare sulle fatture dei lavori;
2) che tipo di permessi bisogna chiedere (o non occorre chiedere) al Comune;
3) se bisogna versare al Comune del denaro;
4) se occorre che il Comune dia un permesso esplicito ai lavori.
(Continua)